MOVIMENTO 5 STELLE

MOVIMENTO 5 STELLE

Leggi il programma: https://www.movimento5stelle.it/programma/

Cosa c’è

Una dettagliata analisi delle opportunità e delle problematiche legate all’attuale struttura Ministeriale e alle ultime riforme. Le esigenze del Ministero e degli organi periferici sono analizzate con cura. Le proposte di riforma sono ben argomentate nelle motivazioni.

Troviamo un’ottima analisi e proposta sulla necessità di rivedere il sistema delle esternalizzazioni, per far ritornare il patrimonio pubblico… pubblico!

Si cita anche l’esigenza di un riconoscimento giuridico dei professionisti dei Beni Culturali e di una “profonda revisione delle norme che regolano l’accesso al lavoro di un settore delicato come quello dei beni culturali.”

Troviamo espliciti riferimenti al volontariato come problema da gestire; riferimenti a una diversa gestione della formazione dei professionisti del settore.

Cosa non c’è

Una chiara volontà di intervenire con investimenti massicci per risolvere i problemi del Ministero. Una visione programmatica di medio e lungo termine che, una volta superati i problemi attuali, consenta di aprire il Ministero e i Beni Culturali Italiani a tutte quelle esigenze da sempre ignorate (vedi oltre, “cosa non ci piace”). Un’analisi sul rapporto tra Ministero e lavoro autonomo, e in generale su tutto il rapporto dei Beni Culturali con il pubblico.

Cosa ci piace

Il fatto che ci sia una sezione del programma solo e soltanto su “Beni Culturali” e un’altra su “Ambiente”.

L’analisi molto precisa e documentata; l’importanza centrale data alla volontà di rivedere il sistema delle esternalizzazioni introdotto con la Legge Ronchey (4/1993); la volontà di ritornare a una gestione del Patrimonio che vada a favore dello Stato prima che del privato; la menzione chiara di una volontà di riformare l’accesso alla professione, e di riforma dei percorsi formativi dei professionisti.

Cosa non ci piace

La sensazione che si proponga ancora una riforma a costo zero. La centralità della Struttura Ministeriale prima che delle persone che vi lavorano, la poca attenzione a tutto ciò che nel Codice del 2004, nella riforma e negli organigrammi ministeriali è sempre mancato, ad esempio figure professionali pagate per occuparsi (in modo opportuno) di valorizzazione, e poi diagnosti, demoetnoantropologi, educatori museali, che nel Ministero pre 2014 (e attuale) non trovano spazio. In particolare, il ritorno alla situazione pre-riforma continuerebbe a marginalizzare la demoetnoantropologia e l’equilibrio tra tutela e valorizzazione tornerebbe ad essere sbilanciato verso la prima: può essere una soluzione nell’immediato, per mettere una pezza a quanto fatto finora, ma non sul lungo termine, e non siamo sicuri che quindi sia la cosa più lungimirante da farsi.

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...