[COMUNICATO STAMPA] Il “Patto per il Lavoro Culturale” cresce, nel silenzio delle istituzioni

I giovani attivisti “Ora il MiBACT non può più fingere”

Il neonato “Patto per il Lavoro Culturale”, lanciato dalla campagna “Mi Riconosci? sono un professionista dei beni culturali” per dire basta al lavoro gratuito e sottopagato nel settore, continua a raccogliere adesioni, anche di personalità di rilievo, sfondando ormai quota 400.

I professionisti dei beni culturali trovano alleanze nel mondo accademico e della politica, e il Ministero, nella sua politica deleteria, trova sempre meno alleati, anche al suo interno.

Dal Ministro Dario Franceschini, che ha ricevuto il documento, impegnandosi a leggerlo, nessuna risposta: ma gli attivisti non si fermano e preparano una serie di incontri in tutta Italia.

Il Patto, presentato alla Camera dei Deputati il 2 febbraio, ha raccolto centinaia e centinaia di sottoscrizioni, non solo da parte di professionisti, ma anche di funzionari ministeriali quali Andrea Camilli, Rita Paris (neo direttrice del Parco archeologico dell’Appia Antica), Sebastiano Tusa, Adriano La Regina e tanti altri hanno sentito il dovere di sottoscrivere il Patto; e così accademici di rilievo, quali Tomaso Montanari, Paolo Liverani, Salvatore Settis, Fulvio Cervini o Giovanna Valenzano; e ancora Andrea Ranieri, presidente del Comitato scientifico di Sinistra Italiana, o l’intero “Possibile”, il partito fondato da Giuseppe Civati; e poi centinaia di studenti e professionisti da tutta Italia di tutte le età, tra i quali spiccano Salvo Barrano, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, Manlio Lilli, archeologo e giornalista del Fatto Quotidiano, o Margherita Corrado, che con la sua tenacia combatte per salvare il sito archeologico di Capo Colonna da un terribile abuso edilizio. Il successo del Patto è finora stato impressionante, ma il silenzio del Ministero è assordante.

“Il Ministro non è venuto alla nostra conferenza stampa, nonostante l’invito inviato al suo gabinetto – dichiara Giovanna Vasco, attivista della campagna Mi Riconosci? – ma venerdì 3 febbraio, in occasione dell’inaugurazione del Teatro Apollo a Lecce, siamo riusciti a consegnargli una copia del Patto: la sua reazione ci ha lasciati basiti, non solo non ne era a conoscenza, ma quando gli abbiamo spiegato di che si trattasse ha definito “bello” il documento. Cosa ci sia di bello in un Patto che impegna centinaia di persone a lottare contro gli abusi e gli sfruttamenti ministeriali, davvero non lo sappiamo. In ogni caso, nonostante il Ministro si sia impegnato in quella sede a leggerlo e a farci sapere le sue opinioni, non ci è arrivato dal Ministero nessun riscontro. I sottoscriventi sono centinaia ormai, non crediamo questo volerci deliberatamente ignorare possa durare a lungo e soprattutto essere producente, per il governo e per il Paese”.

“Abbiamo ottenuto tantissimo appoggio e tantissime sottoscrizioni, pensiamo che questo Patto possa davvero aiutare a produrre una svolta nel settore, e non solo: il lavoro gratuito è una piaga che la nostra generazione deve combattere e distruggere. – dichiara Martina Carpani, coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza, che promuove la campagna –  Abbiamo consegnato il Patto anche a Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, nella convinzione che la nostra lotta si inserisca nella più complessiva battaglia per la dignità del lavoro contro lo sfruttamento, che trova un importante punto di riferimento nei due referendum promossi dal sindacato sui voucher e gli appalti

“Ora il nostro obiettivo è far crescere la consapevolezza e l’opposizione a queste politiche, per questo lanceremo una serie di incontri per presentare il Patto in tutta Italia – concludono gli attivisti – Si inizia mercoledì 22 a Ravenna, poi sarà la volta di Trieste il 2 marzo, e poi una lunga serie di incontri che passeranno da Milano a Catania, da Padova a Lecce. La battaglia dei professionisti dei beni culturali, e non solo, è appena iniziata, e il Patto per il Lavoro Culturale può avere un impatto di gran lunga maggiore di quello avuto finora.”

 

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