L’ESCLUSIONE DELLA LM11 E IL FUTURO DEI DIAGNOSTI

L’avviso di rettifica del 14 giugno con cui i laureati LM11 sono stato esclusi dal concorso MiBACT per funzionario restauratore ha fatto il giro del web suscitando reazioni di sconcerto, rabbia ma, in alcuni casi, anche di approvazione. Una situazione confusa, resa ancor più grave dal fatto che si tratta di una sorta di correzione di una correzione: nella bozza circolata a marzo la laurea LM-11 era stata ignorata, per poi essere inserita, in seguito a diverse proteste, nei bandi definitivi. Che, evidentemente, definitivi non erano, con buona pace di chi si stava preparando per il concorso. Non è la prima volta che il ministero non segue una logica lineare nelle decisioni relative alla classe di laurea LM11 e non è la prima volta che ha ripensamenti, come abbiamo spiegato in più occasioni . Noi abbiamo commentato l’accaduto con un duro commento a caldo, dato che siamo stati tra i primi e i più combattivi nel chiedere, una volta letta la bozza di marzo, che nel concorso dei 500 si tenesse conto dei diagnosti, ovvero dei laureati LM-11 (ovviamente come figura professionale specifica). Un commento breve che ha suscitato le più diverse reazioni, ecco perché oggi vogliamo chiarire le nostre posizioni e dire la nostra sul futuro di una professione quale quella del diagnosta.

L’inserimento della LM-11 nel bando definitivo dei 500 tra i funzionari restauratori aveva destato sorprese, in quanto i laureati di tale corso (che, lo sanno tutti, o almeno dovrebbero: sono diagnosti, non restauratori!) erano gli unici purtroppo a poter partecipare tra coloro che attendono la qualifica di restauratore. Nel bando per ottenere la qualifica di restauratore, la LM11 figurava come unica laurea magistrale ad avere l’accesso diretto alla partecipazione, ma il laureato era poi vincolato a partecipare all’Esame di Stato abilitante che dovrà essere indetto dopo l’uscita dell’elenco. Come altri professionisti con percorsi diversi, alcuni del laureati LM-11 potranno essere riconosciuti dal Mibact come restauratori ottenendo la qualifica, ma i numerosi ritardi hanno di fatto impossibilitato tutti coloro che sono in attesa di questo riconoscimento. Per logica, nel bando dei 500 si sarebbero potute avere due situazioni: 1) permettere l’accesso al concorso dei 500 a tutti coloro che sono in attesa della qualifica, dimostrandola a posteriori; 2) rimandare a dopo la conclusione dei procedimenti per la qualifica il bando per funzionario restauratore. Quest’ultima scelta sicuramente sarebbe stata la più corretta e adatta, come denunciato da più parti.

Purtroppo così non è avvenuto.

In realtà l’inserimento della LM-11 nel profilo di restauratore è stata un raffazzonato tentativo di coprire una mancanza del concorso. La figura del diagnosta non è stata minimamente considerata nel bando dei 500, nonostante le sollecitazioni arrivate a riguardo prima della promulgazione del bando: non si è bandito, neppure questa volta, alcun posto per “funzionario diagnosta”. Evidentemente il Ministero, essendosi reso conto di aver tagliato fuori (per ignoranza o per questioni legate al peso politico) un’intera classe di professionisti, gli esperti di diagnostica e tecnologia applicata ai beni culturali (peraltro riconosciuti, sulla carta, dalla legge 110/2014), era corso ai ripari tentando di farli entrare da una sorta di porta sul retro. Era una pessima soluzione, non era quello che chiedevamo né che avevamo chiesto pubblicamente ma date le mancanze pregresse era perlomeno un modo per non escludere in partenza un’intera classe di professionisti e laureati. Ora questa possibilità è stata tolta a tutti i laureati LM11. E il Ministero sarà privo di diagnosti ancora per anni a venire, se non facciamo qualcosa. Chiaro, i restauratori sono restauratori e i diagnosti sono diagnosti, quindi il Ministero dopo questi continui passi avanti indietro e a lato, che somigliano a una danza macabra ballata sopra il nostro futuro, si affretti ad assumere un degno numero di diagnosti e coprire finalmente questo gap decennale.

Ci aspettiamo un bando per l’assunzione di funzionari diagnosti, l’inserimento della diagnostica tra le attività fondamentali di ogni progetto pubblico di conservazione e restauro, il riconoscimento effettivo della figura professionale del diagnosta, come spiegato nel nostro documento, altrimenti la rabbia continuerà a salire, e noi saremo qui ad organizzarla. Basta con le prese in giro.

La rabbia, dopo questa imbarazzante  “correzione della correzione”, sta già salendo terribilmente, ma fortunatamente anche la voglia di cambiare, di essere riconosciuti e conosciuti come esperti di scienza e tecnologia applicata ai beni culturali a tutti gli effetti. Sul web l’indignazione sta montando. Da un semplice post su Facebook è nata una mailing list nazionale che permetterà a ogni diagnosta di confrontarsi con gli altri colleghi e affrontare le problematiche che gravano su questa professione. Dobbiamo organizzarci, per i diagnosti non è mai esistita un’associazione di peso e questo è uno dei motivi per cui tale figura professionale viene sistematicamente ignorata e bistrattata. Si sta creando una rete nazionale di diagnosti: il processo è solo agli albori e tanti sono gli ostacoli da superare per arrivare alla meta, ma vogliamo augurarci che finalmente si possa fare in modo che tutti i diagnosti alzino la voce, insieme, organizzati, per esigere diritti e dignità. Servirà coordinazione, umiltà, progettualità, servirà non avere fretta né fare passi troppo lunghi, col rischio di ignorare la realtà dei fatti; servirà fare in modo che ogni diagnosta in ogni angolo d’Italia possa contribuire ed essere parte integrante di questo processo di attivazione, senza schiacciarlo in assemblee concentrate nella capitale (la prima si terrà mercoledì 22 giugno). Ma il momento è quello giusto, l’avviso di rettifica del 14 giugno parla per la prima volta di “funzionario diagnosta”, per dire poi che non serve: è falso, ci hanno sempre dimenticato solo perché non ci siamo mai fatti sentire.

Come campagna “Mi Riconosci?” auspichiamo che questo processo apertosi vada a buon fine, e che anche i diagnosti possano avere una grande associazione che faccia valere le ragioni della professione. Con orgoglio appoggiamo tale iniziativa, a cui tenteremo di contribuire in ogni modo possibile, partecipandovi e favorendo la partecipazione (chiunque voglia entrare nella suddetta mailing list, tra l’altro, può lasciarci la sua mail, che sarà girata a chi se ne sta occupando).

Il MiBACT ha fatto l’ennesima improvvisa inversione a U creando un enorme caos, ma questa volta sembra che una scintilla si sia accesa, e non deve spegnersi. Uniti, per la nostra dignità professionale.

Avanti diagnosti!

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One Comment Add yours

  1. camilla ha detto:

    La laurea Magistrale in classe LM 11 (PRIMA NOMINATA 12S CONSERVAZIONE E RESTAURO DEL PATRIMONIO STORICO- ARTISTICO) si intitola ORA : “conservazione e restauro dei beni Culturali ” e il suo sbocco lo ha menzionato PER PRIMO l’art.7 DL420/2001 titolo equiparato a quello delle SAF, cioè quello della figura del RESTAURATORE.
    ORA QUESTI POVERI PROFESSIONISTI LAUREATI MAGISTRALI IN RESTAURO E CONSERVAZIONE DEVONO PURE SUBIRE UN ESAME DI STATO ABILITANTE DA ESEGUIRE UNA TANTUM !
    La figura del diagnosta è nata con la nuova classe di laurea LM11 modificata nel 2010 e resa pubblica nel maggio 2011 cambiando appunto gli sbocchi occupazionali ; perciò tutti coloro che si sono immatricolati prima del 2011 non possono ritenersi DIAGNOSTI.
    PREGO A TUTTI I LAUREATI MAGISTRALI IN CLASSI 12S E LM11 DI ANDARSI A LEGGERE E CONFRONTARE I SEGUENTI DECRETI MIUR:
    – DECRETO MIUR 16 MARZO 2007 (pubblicato in gazzetta ufficiale n.155 del 9.7.2007
    – DECRETO MIUR 28 DICEMBRE 2010 (pubblicato in gazzetta ufficiale n. 123 del 28.5.2011

    SI EVINCE CHE ESISTONO 2 LAUREE MAGISTRALI LM11 CON DIFFERENTI SBOCCHI OCCUPAZIONALI. ECCO PERCHE SOLO I LAUREATI AI CORSI DI LAUREA MAGISTRALE LM11 ISCRITTI ENTRO IL 2012 HANNO POTUTO PARTECIPARE AL BANDO PER LA QUALIFICA DI RESTAURATORE. SECONDO LA LEGGE N.7 DEL 14 GENNAIO 2013 E SECONDO LE LINEE GUIDA DEL 13/03/2014 APPLICATIVE DELL’ART.182 DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO.

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