II.III ARCHIVISTA

II.III ARCHIVISTA

Chi è cosa fa?

L’ARCHIVISTA costituisce e organizza archivi prevalentemente documentali di interesse storico e culturale. Pone attenzione alla collocazione di ogni opera nell’ambito del panorama storico di riferimento attraverso l’attività di schedatura, riordino e inventariazione dei beni. Si occupa, inoltre, del monitoraggio dello stato di conservazione dei beni culturali attraverso l’impiego di specifici strumenti e metodi di indagine al fine di identificare la necessità di eventuali interventi di restauro.” Atlante delle professioni

Se l’archivistica è la materia che studia e gestisce gli archivi (il complesso organico dei documenti che sono stati prodotti da un soggetto, pubblico o privato, nel corso della sua attività) l’archivista è colui che studia e conosce il complesso di teorie, norme e nozioni riguardanti la definizione della natura degli archivi, la loro organizzazione, la conservazione e i criteri di creazione e ordinamento dei documenti stessi. L’archivista inoltre predispone i mezzi di corredo e gli strumenti per la ricerca dei documenti stessi; una parte fondamentale del ruolo dell’archivista infatti consiste nel rendere disponibili i documenti agli studiosi e agli utenti, ma non tramite il semplice “recupero” del materiale, bensì fornendo un servizio educativo. Aspetto fondamentale da questo punto di vista è la conoscenza e il rispetto del vincolo archivistico, che rende un archivio un insieme organico di documenti (i quali acquisiscono un preciso significato proprio perché sono parte di quel complesso) e dal quale non si può prescindere durante la consultazione/ricerca.

Ci teniamo a precisare che questa definizione di archivista vale per tutte le tipologie di archivio (cartaceo, fotografico, informatico, etc..)

Il percorso formativo, criticità e proposte

Ad oggi, come tutte le altre professioni incluse nella legge Madia, non esistono requisiti per essere considerato archivista. La situazione, a differenza di altre professioni che qui analizziamo, è resa ancor più grave dal fatto che i percorsi formativi sono diversi e legati nonché mischiati con quelli per diventare bibliotecario, nonostante bibliotecario e archivista siano professioni diverse, come sancito dalla legge 110/2014 e dai concorsi ministeriali.

Per questo analizzeremo le criticità del percorso formativo dell’archivista proponendo idee per sistemare la situazione e ci soffermeremo sull’analisi dell’esistente proponendo i requisiti che ci sembrano più sensati e condivisibili.

Rimandiamo in questa sede anche al lavoro portato avanti dall’Associazione Archivistica Italiana e da Archim.

https://archivistinmovimento.org/chi-siamo/cose-arch-i-m/

http://www.anai.org/anai-cms/cms.view?munu_str=0_1_0&numDoc=100

Nell’archivistica in Italia esistono due percorsi paralleli che creano una serie di ambiguità: uno è quello “storico” delle Scuole di Archivistica degli Archivi di Stato, l’altro è quello Universitario.

Nell’ultimo concorso ministeriale, ad esempio, il primo percorso in un primo momento era stato ignorato, poi dopo alcune proteste è stato inserito nel testo definitivo: è evidentemente necessario riformare il percorso formativo dell’archivista perché sia più chiaro, definito e, ovviamente, formativo.

Come abbiamo precedentemente detto parlando della professione bibliotecaria, è necessario che la Laurea Magistrale in Archivistica e Biblioteconomia preveda un percorso distinto e caratterizzante per gli archivisti, come per i bibliotecari, in modo da poter formare distintamente le due professioni.

Una seconda enorme criticità è che le Scuole di APD, valutate nei concorsi ministeriali come titolo per essere assunti come archivista, sono equiparate a percorsi di alta formazione (vedi ultimo Bando MiBACT) pur richiedendo solo un diploma di scuola superiore come titolo di accesso.

Facciamo alcune semplici proposte per riformare al meglio il percorso formativo dell’archivista, prevedendo:

  • LM-5: Laurea Magistrale in Archivistica e Biblioteconomia, con un percorso caratterizzante per archivista all’interno della stessa.
  • riorganizzazione delle Scuole di Archivistica Paleografia e Diplomatica: richiedere laurea triennale con 60 CFU specifici per l’accesso, come per le lauree magistrali universitarie, per la scuola biennale; sarebbe auspicabile l’inserimento di un secondo percorso di formazione per formare figure dirigenziali, al quale poter accedere dopo aver conseguito la LM-5.
  • come per tutte le altre professioni, accessibilità economica, riforma e riorganizzazione delle Scuole di Specializzazione in beni archivistici e librari (oggi sono solo una in Italia e una nello Stato Vaticano).

Accessibilità economica, chiarezza e uniformità. Questo è quello che manca al percorso per diventare archivista, e sui cui MiBACT e MiUR devono velocemente correre ai ripari: non è accettabile che ad oggi si leggano ancora bandi in cui vengono ignorati percorsi formativi esistenti da anni.

Quali requisiti, nella situazione attuale, chiediamo e perché

Auspicando che vengano presi al più presto provvedimenti per aggiustare e migliorare i percorsi formativi dell’archivista, proponiamo, data la situazione attuale, che nei decreti attuativi della legge 110/2014 siano inseriti i seguenti requisiti:

Collaboratore archivista:

  • Laurea triennale L-1 Beni Culturali con tesi in materie archivistiche
  • Laurea triennale L-42 Storia con tesi in materie archivistiche.

Archivista:

  • Classe LM-5 Laurea Magistrale in Archivistica e Biblioteconomia o corsi di Laurea magistrale affini ( entrambi con la discriminante di possedere nel proprio percorso di studi il 60% dei crediti e discutere la tesi in materie archivistiche e affini) + 12 mesi di esperienza professionale (sono inclusi tirocini formativi e stage) da cumularsi sia durante gli anni della formazione sia, eventualmente, dopo.
  • Diploma di Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica + 12 mesi di esperienza professionale (sono inclusi tirocini formativi e stage) da cumularsi sia durante gli anni della formazione sia, eventualmente, dopo.

Ruoli dirigenziali:

  • Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica di II livello (a seguito della modifica dei criteri d’accesso).
  • Titoli conferiti all’estero di valore equipollente.
  • Master di I o II livello in Archivistica, Gestione documentaria, Codicologia, Restauro, Conservazione, Gestione dei Beni Culturali e affini.
  • Diploma rilasciato dalla Scuola di Specializzazione per i Beni Archivistici e Librari (SBAL) o dalla Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari (SSAB) dell’Università di Roma “La Sapienza” o il Diploma rilasciato dalla Scuola di Paleografia, Diplomatica ed Archivistica dell’Archivio Segreto Vaticano, con tesi in materie archivistiche

Ribadiamo che auspichiamo che le Scuole di APD degli Archivi di Stato si riformino per offrire un corso accessibile dopo la laurea triennale, che garantisca il titolo professionale di archivista e sia equipollente a una laurea magistrale, e un corso di Alta formazione che sia accessibile dopo la laurea magistrale e dia accesso ai più alti incarichi professionali. I requisiti sopra proposti fotografano la situazione attuale.

Proposta di Curriculum Archivistico per la LM-5:

Esami caratterizzanti:

  • M-STO/08 Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia (declinata nelle possibili applicazioni, es.: archivistica generale, archivistica teorica, archivista degli enti pubblici, archivistica degli enti ecclesiastici, biblioteconomia, bibliografia, restauro, etc.);
  • M-STO/09 Paleografia (Paleografia, Diplomatica e Codicologia);
  • M-STO/01 Storia Medievale (anche con applicazione alla metodologia di ricerca, alla storia delle istituzioni e degli archivi);
  • M-STO/02 Storia Moderna (anche con applicazione alla metodologia di ricerca, alla storia delle istituzioni e degli archivi);
  • M-STO/04 Storia Contemporanea (anche con applicazione alla metodologia di ricerca, alla storia delle istituzioni e degli archivi);
  • INF/01 Informatica (con applicazione all’ambiente archivistico e agli applicativi d’uso, archeologia informatica).

Esami a scelta:

  • L-ANT/02 Storia Greca (anche epigrafia);
  • L-ANT/03 Storia Romana (anche epigrafia);
  • L-ANT/04 Numismatica;
  • L-ANT/05 Papirologia;
  • L-ANT/06 Etruscologia e Antichità Italiche (anche epigrafia);
  • L-ART/04 Museologia e Critica Artistica e del Resaturo;
  • M-STO/05 Storia della Scienza e delle Tecniche (con applicazione al mondo documentario);
  • IUS/10 Diritto Amministrativo
  • IUS/18 e IUS/19 Storia del diritto
  • L-FIL-LET/02 Lingua e Letteratura Greca;
  • L-FIL-LET/03 Filologia Italica, Illirica, Celtica;
  • L-FIL-LET/04 Lingua e Letteratura Latina;
  • L-FIL-LET/05 Filologia Classica;
  • L-FIL-LET/06 Letteratura Cristiana Antica
  • L-FIL-LET/07 Civiltà Bizantina;
  • L-FIL-LET/08 Letteratura Latina Medievale e Umanistica;
  • L-FIL-LET/09 Filologia e Linguistica Romanza;
  • L-FIL-LET/10 Letteratura Italiana;
  • L-FIL-LET/11 Letteratura Italiana Contemporanea;
  • L-FIL-LET/13 Filologia della Letteratura Italiana;
  • L-FIL-LET/15 Filologia Germanica;
  • L-LIN/04 Lingua e Traduzione Lingua Francese;
  • L-LIN/06 Lingua e Traduzione Lingua Spagnola
  • L-LIN/04 Lingua e Traduzione Lingua Francese;
  • L-LIN/12 Lingua e Traduzione Lingua Inglese
  • L-LIN/14 Lingua e Traduzione Lingua Tedesca;
  • FIS/07 Fisica Applicata (ai beni culturali, ambientali e biologia);
  • CHIM/12 Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali;
  • ING-INF/05 Sistemi di Elaborazione delle Informazioni.

Questa distinzione tra bibliotecario e archivista però, potrebbe non essere la soluzione più utile per il futuro, e lo spieghiamo in una breve appendice qui sotto.

APPENDICE – VERSO LA PROFESSIONE DEL DOCUMENTARISTA : materiale eterogeneo in biblioteca e in archivio

Negli ultimi anni si è iniziata a delineare, in maniera teorica e ideale, ma spesso anche frutto della materiale necessità, la tendenza all’unificazione delle due professioni, archivistica e biblioteconomica; il risultato è una nuova figura di professionista dell’informazione, o documentarista.

Ci riserviamo di trattare in modo più completo questa nuova figura e le sue competenze in un secondo momento, anche guardando e confrontandoci con esempi europei.

Siamo profondamente convinti delle specificità e delle differenze tra la professione archivistica e quella bibliotecaria; siamo altresì consapevoli dei profondi mutamenti che stanno avvenendo nei rispettivi settori, e che necessitano di un costante aggiornamento e adeguamento alle necessità degli utenti. Il modo di fare informazione, il mondo dell’informazione e le informazioni stesse sono profondamente mutate; e con loro i documenti e le fonti.

Il documentarista si propone quindi come figura “ibrida”, che sappia trattare nel modo corretto i documenti sia archivistici che librari (con conoscenze sia di catalogazione che di inventariazione), ma soprattutto che sappia “usare” il materiale per educare, aiutare e consigliare l’utente, ricoprendo quindi un ruolo fondamentale di mediatore per la ricerca

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