Se il 1 maggio parliamo di lavoro nei beni culturali

Il 1 maggio la nostra iniziativa NESSUNA FESTA: MAGGIO 1 – LAVORO 0 ha avuto un successo strepitoso, oltre ogni aspettativa. Era solo una campagna fotografica , con un nome serio ma non troppo, che voleva denunciare la vergognosa situazione dei professionisti dei beni culturali o di chi aspira a diventarlo, che il 1 maggio non trovano molti motivi per festeggiare, anzi. Eppure questa campagna fotografica ha fatto breccia, in tante e tanti ci avete inviato foto, ma soprattutto centinaia e centinaia di persone hanno condiviso i nostri post, arrivando numeri incredibili per una pagina come la nostra.

Un risultato che ci ha riempito di entusiasmo (evidentemente “comunichiamo” nel modo giusto, e la comunicazione è la base di ogni protesta che voglia arrivare a risultati), un risultato che ci spinge a ringraziarvi per l’apprezzamento, ma anche a trarre delle conclusioni.

E la conclusione è che c’è bisogno, c’è fame di reddito, c’è necessità di parlare di lavoro e di diritti mancanti, tutto l’anno e ancor più il primo maggio. Non siamo ingenui né presuntuosi, sappiamo benissimo che farsi una foto con un cartello in mano non porta certo ad alcun risultato. Ma far vedere che qualcuno ci mette la faccia (letteralmente) per dire che così non va, che queste condizioni lavorative sono uno schifo, che rifiutiamo il lavoro gratuito come esperienza che fa curriculum, che non ci stiamo al “è sempre stato così”, che non accetteremo di vedere deteriorati i nostri diritti in silenzio, o di formarci per anni e anni senza alcuno sbocco professionale preventivabile… far vedere tutto questo crediamo serva, sia servito a far sentire tutti un po’ meno frustrati e un po’ meno soli, un po’ più vogliosi di cambiare insieme questa situazione.

E allora cambiamola questa realtà. Non si può cambiare facendosi una foto, ma aiuta. Non si può cambiare facendo una manifestazione, ma aiuta. Non si può cambiare dicendo sempre “no” a chi ci vuole sfruttare e ingannare, ma aiuta. La situazione può cambiare solo combattendo uniti a tutti i livelli, giorno per giorno, nelle piccole e nelle grandi cose. E allora lavoriamo sui dettagli, sulle piccole cose, sull’informazione, sulla creazione di una seria autocoscienza professionale. E lavoriamo pure sulle grandi cose, sugli eventi collettivi, che tanto fanno nel creare unione. Vi aspettiamo sabato 7 maggio in piazza a Roma per Emergenza Cultura , un nuovo momento per dire sì a una politica culturale seria, a un nuovo piano occupazionale basato sui reali fabbisogni del Paese, e no a qualsiasi tipo di sfruttamento mascherato da formazione, a qualsiasi tipo di lavoro con retribuzioni ai limiti del ridicolo.

E che sia solo un inizio: ci abbiamo messo la faccia, ma ci mettiamo anche il corpo e la mente. Dobbiamo metterceli tutte e tutti, giorno per giorno, sennò la nostra campagna fotografica che tanto ha funzionato, rischia di essere non una spinta a fare di più e ad esporsi ma…. solo una campagna fotografica. Ci vediamo sabato, e poi ogni giorno in ogni angolo d’Italia, perché il prossimo primo maggio si possano dimenticare slogan come #nessunafesta e #maggio1lavoro0, e si possa dire che la primavera del lavoro nei beni culturali è finalmente iniziata.

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