(Ri)apriamo il dibattito per la cultura e il riconoscimento dei professionisti

Mi Riconosci? La lotta dei professionisti dei beni culturali

16 marzo 2016, Circolo Arci Sparwasser (Roma, via del Pigneto, 215): prima iniziativa del tour di presentazione della campagna Mi Riconosci? Sono un Professionista dei Beni Culturali

16marzo

La tutela e la valorizzazione del Patrimonio storico, culturale e artistico del nostro Paese non godono di ottima salute. Il settore dei beni culturali ha subito negli anni pesanti politiche di tagli e sottofinanziamento, che si sono tradotti in carenza di personale nelle strutture del MiBACT, nell’incapacità di rendere fruibile alla cittadinanza il patrimonio culturale diffuso del nostro Paese, nella promozione di una visione privatistica ed economicista della cultura. Riaprire la partita per una tutela efficace e una valorizzazione “sociale” del patrimonio, volta alla sua fruibilità pubblica è un obiettivo fondamentale per tutti noi e per la cittadinanza tutta.

I Beni Culturali e il patrimonio storico-artistico rappresentano nella percezione collettiva un elemento di punta del nostro Paese e, al tempo stesso, un esempio dell’incapacità di valorizzare i nostri punti di forza: parte integrante della nostra storia e della nostra identità, potenziale motore dell’economia e dello sviluppo, ma anche una ferita profonda a causa del livello insufficiente di impegno nella sua tutela. Eppure, troppo spesso anche fra i più sensibili al tema, persiste un processo di vera e propria rimozione: il disconoscimento delle professionalità coinvolte nel lavoro di conservazione e promozione dei beni culturali. Un’attività che a stento viene riconosciuta come un lavoro, nonostante anni di formazione universitaria e di specializzazione per svolgere mansioni di interesse collettivo, che non è valorizzata nella sua funzione sociale ma ridotta al rango di passione o di hobby, che non gode di un adeguato impianto legislativo di riferimento. Siamo di fronte a una visione pericolosa, che già fa sentire i suoi effetti distorsivi: negli anni l’opinione pubblica non ha percepito come un problema la sottrazione di dignità professionale e di diritti ad operatori e professionisti dei beni culturali.

Dopo anni di definanzaimento, oggi si è tornati a investire nella cultura. Poco rispetto alle reali esigenze del settore, ma questa premessa rappresenterà una vera discontinuità con il passato solo con il pieno riconoscimento dei professionisti e la valorizzazione dei titoli di studio del settore. Da questa esigenza parte la campagna Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali per il rilancio dei beni culturali e la redazione di criteri per la definizione delle categorie dei professionisti operanti nel settore, sulla scia dell’approvazione della cosiddetta “Legge Madia” (legge 110/2014) sul riconoscimento delle professioni dei Beni Culturali. Per la prima volta nella storia italiana, gli operatori del settore hanno visto riconosciuta per legge la propria professione, ma dall’estate 2014 ad oggi non si è ancora concretizzata l’attuazione della legge, in particolare l’individuazione dei criteri per l’accesso ai registri nazionali delle varie professioni.

Inoltre, portiamo avanti con fermezza la richiesta che la decisione dei criteri per l’accesso alla professione sia frutto di un percorso che coinvolga in prima persona i soggetti coinvolti, a partire dagli studenti e dai lavoratori del settore. Esattamente il contrario di un modello decisionale sempre più autoritario ed escludente, che sempre pià caratterizza il modus operandi dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida del Paese e che si è concretizzata in maniera grave nelle “riforme Franceschini” del MiBACT: queste, infatti, non soltanto sembrano un palliativo ad altri pericolosi interventi governativi (come il silenzio-assenso contenuto nella Legge Madia) e hanno sollevato critiche da più parti, ma non sono stati minimamente preceduti da un dibattito pubblico sulle priorità e le esigenze del settore.

La lotta dei professionisti dei beni culturali è una lotta che parla al Paese, perché rappresenta la base per garantire la trasmissione del nostro patrimonio e della nostra cultura e per restituire i beni culturali alla fruizione pubblica di tutta la cittadinanza. Per questo c’è bisogno di un dibattito che si focalizzi sulla condizione lavorativa dei professionisti del settore: assunzioni pubbliche insufficienti, sfruttamento mascherato da formazione e tirocini, liberi professionisti che esercitano con partita IVA senza diritti nel rapporto di committenza e con protezioni sociali (maternità, malattia.ecc.) insufficienti.

Formazione, risorse, investimenti pubblici, accesso alla professione, condizioni lavorative: sono i temi che discuteremo con esperti, associazioni professionali, esponenti del MiBACT a partire dal nostro documento programmatico. Appuntamento il 16 marzo alle ore 18 al Circolo Arci Sparwasser e in tante altre città protagoniste del nostro tour di presentazione della campagna!

 

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