Vergognatevi! Riflessioni sulla campagna contro il bando del Servizio Civile per il Giubileo.

Vergognatevi! Riflessioni sulla campagna contro il bando del Servizio Civile per il Giubileo.

È il 25 gennaio infine, il bando non verrà ritirato. Non abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti. Il MiBACT, piuttosto che fare un passo indietro, ha detto pubblicamente, sia sui giornali sia in televisione (lo vedrete mercoledì) che quei compiti (sì, la catalogazione, la documentazione, l’analisi…) sono propri dei volontari del Servizio Civile. Dopo oltre una settimana di insistenza ha preferito offendere migliaia di giovani e di professionisti, invece che aprire una riflessione. Siamo amareggiati, arrabbiati, non credevamo sarebbero arrivati a tanto: la strada per vincere una battaglia è ancora lunga.

 

Eppure, siamo certi che dalle parti del MiBACT siano ben poco propensi a cantare vittoria. Il bando che volevano far passare sotto silenzio è finito sui giornali, tutti hanno conosciuto il loro comportamento; si è sollevata con forza la rabbia di moltissime persone, e hanno dovuto giustificare (penosamente) l’ingiustificabile. Non hanno fatto un passo indietro, hanno messo personale a cancellare i nostri commenti sulle pagine, hanno sprecato energie a zittirci piuttosto che ad ascoltarci. Ma loro sanno bene che, se pensano di sfruttare ancora il lavoro gratuito o sottopagato, li aspettano tempi duri, perché anche noi non indietreggeremo di un passo.

 

È questa la cosa più importante che abbiamo visto in queste settimane: siamo in tante e tanti, con gli stessi bisogni, con la stessa rabbia, e con la voglia di palesarla per porre fine a questo sistema dei beni culturali, logoro, controproducente e malato. Ci siamo messi insieme, per poche ore, e abbiamo costretto il Ministero sulla difensiva, abbiamo dato non poco fastidio, e, alla fine, siamo riusciti a sollevare il problema (prima ignoto ai più) a livello nazionale. È chiaro, dare fastidio e costringere sulla difensiva non serve a nulla, se poi non si ottengono i risultati. Ma due settimane fa noi non avevamo minimamente idea della nostra forza: ora una, minima, idea, ce l’abbiamo. E questo è solo l’inizio.

Questa campagna Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali è nata esattamente due mesi fa. Solo due mesi fa. E abbiamo obiettivi ben più ambiziosi del ritiro di un singolo bando: vogliamo una regolamentazione per l’accesso alle professioni, premessa indispensabile per tornare a parlare di dignità professionale e di lavoro adeguatamente retribuito e tutelato, e una riforma dei corsi di studio del settore. L’uso dei volontari è solo la punta di un iceberg, noi vogliamo risolvere i problemi alla base. E non sono assolutamente cose utopiche o irrealizzabili, dato che buona parte delle nostre rivendicazioni chiedono di far rispettare una legge  che già esiste: il Ministero da oltre un anno opera nell’illegalità, non scrivendo determinati decreti attuativi.

Lo sa il MiBACT, e di certo in queste settimane in quei corridoi si è parlato di noi, forse lo si sta facendo anche ora; ma lo sapete anche voi: questa è stata una battaglia importante, che ci ha dato qualche risposta e una grande delusione, ma la nostra campagna non si limita a questo e la porteremo a compimento, con modi e tempi efficaci. Se siamo così tanti dopo due mesi, se siamo arrivati sui giornali con una protesta organizzata in pochi giorni, dove potremo arrivare con una protesta organizzata e pianificata in diversi mesi? Quanti potremo diventare?

 

Il fatto di non ricevere una risposta da parte di un Ministero, poi costretto a rispondere sui canali nazionali, vuol dire che stiamo agendo bene, che poniamo le domande giuste. Continuare, perseverare, metterli alle strette, per ottenere cambiamenti concreti: questi i prossimi obiettivi! Con l’aiuto di tutte e di tutti, la prossima volta andrà benissimo.

Organizziamoci, crediamoci, lottiamo.

Dario Franceschini, e tutti gli altri, se siete in ascolto: vergognatevi. Non finisce qui.

 

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